Settembre – Ottobre 2022

Ad ottobre si entra decisamente nel periodo autunnale, in quella che è un po’ la stagione “cenerentola”, non considerata come le altre tre. A torto, in quanto invece l’autunno è una stagione affascinante in cui il mondo e la natura rallentano il loro ritmo e si preparano alla lunga quiete invernale.
Situato temporalmente tra l’equinozio di autunno e la Porta degli Dei, il sosltizio d’inverno, la parola autunno ricorda l’accrescere, l’arricchire (ha infatti come radice il participio di augere, che è curiosamente la stessa etimologia di Augusto Imperatore). E’ infatti ad autunno che si godono i frutti ed i prodotti dei campi cresciuti in estate, a significare un periodo florido e ricco.
Lungi dall’essere un periodo “triste”, l’autunno richiama alla mente i raccolti e la vendemmia, vero e proprio rito popolare in particolare in Paesi come il nostro o la Francia, dove il vino non è soltanto un semplice prodotto ma una questione culturale. Oppure in Germania, dove questo è rimpiazzato dalla birra, in cui si svolge l’Oktoberfest, diventato oramai una carnevalata commerciale ma in realtà dalle profonde radici legate alla terra.
Di contro, l’autunno è anche la stagione di commmemorazione dei morti, come ricordato nella rubrica di Novembre 2021, o in quella di Ottobre 2020 dedicata ad Halloween.
I Romani non erano da meno nel festeggiare durante questo periodo; soltanto ad ottobre vi erano due feste dedicate a Marte ed una a Giove, oltre al giorno di apertura del Mundus Cereris.
La festa dedicata a Giove era la Meditrinalia, in cui, per tornare al discorso di qui sopra, si celebrava il vino. Celebrata l’11 ottobre e dedicata proprio a Iupiter, predeva la recitazione di versi durante l’assaggio del vino in cui si ricordava il mescolare del vecchio mosto con il nuovo. Il nome della festa fu creato più tardi, pare sul nome della dea Medtirina, protettrice della salute e del vino.
Le feste dedicate a Marte, di cui una prevedeva il sacrificio di un cavallo (antico retaggio indoeuropeo) erano segnate dall’ambivalenza del Marte romano, così diverso dall’Ares greco, tra divinità agricola e militare.
Interessanti erano le Fontinalia, celebrate il 13 ottobre in onore del dio Fons. Divinità prettamente italica, Fons era il figlio di Giano, che ben conosciamo, e di una ninfa, e presiedeva alle fonti d’acqua, come nome suggerisce. Durante queste feste infatti i pozzi e le fontane venivano decorate con ghirlande e si offrivano al dio prodotti quali il vino o l’olio (ecco un altro collegamento con la Penisola Italica). La parte più affascinante della religiosità romana è proprio l’onnipresenza di divinità per ogni fenomeno o aspetto naturale; nella loro praticità, i Romani avevano così modo di ingraziarsi vari dei che presiedevano ad ogni aspetto della vita (il Pantheon nacque proprio in maniera geniale per evitare di dimenticarne qualcuno).
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